Posted on Jun 12, 2026
Scorrendo le sezioni dei commenti, su YouTube, sotto i video che trattano di notizie, politica e geopolitica, m’è impossibile distinguere le opinioni genuinamente umane dai contenuti generati dai cosiddetti “bot”, software automatici usati anche, ma non solo, per diffondere propaganda di parte. Però riconosco un certo tema che appare con frequenza: le guerre del mondo non ci riguardano (a noi italiani) e non dobbiamo farci coinvolgere.
Stupendo.
Quest’idea che noi si possa scegliere cosa ci riguardi e cosa no, perché dipende tutto da noi e perché siamo cosí forti e importanti e non vogliamo essere disturbati è una fuga nel Fantasistan: fantastico mondo parallelo ch’esiste solo nella nostra mente e in cui ciascuno si cuce addosso la realtà alternativa che gli fa piú comodo.
Come se bastasse volerlo per diventare come la Svizzera: stato neutrale in cui, all’apparenza, tutto funziona meglio. E nessuno li disturba!
Mi chiedo: nelle mie possibilità, limitate e incompetenti, di costruire una narrazione riguardo come funzioni la Svizzera, che cosa potrei raccontarmi?
Non posso che cercare d’essere brutto, cattivo e disilluso, usando la mia esperienza personale sul bullismo: la “neutralità” non è una condizione che si possa scegliere da soli; non basta dichiarare “Io sono neutrale.” e tutto funzionerà bene per me. Si può solo cercare di comprarsi la neutralità, pagandola con qualcosa di valore, e sperare che funzioni. Cioè, in un certo senso, è lecito costruire un modello di ragionamento (giusto o sbagliato, in qualche misura, perché è solo narrazione, non verità) secondo cui esiste un mercato della neutralità in cui “vince” chi ha piú da offrire ed è anche un po’ fortunato.
Se sei un piccolo stato, con poche risorse naturali, chiuso tra le montagne, non attraversato da vie commerciali insostituibili: la geografia è dalla tua parte per quanto riguarda l’essere visto come un territorio che valga la pena conquistare. Come sei fortunato!
Ma potrebbe non bastare.
Nella seconda guerra mondiale: sia la Svezia che la Russia hanno tentato di comprarsi la neutralità nei confronti della Germania, fornendo ai nazisti tutte le risorse naturali di cui avevano bisogno. Per la Svezia ha funzionato; per la Russia no.
Per un numero d’anni la Svizzera ha cercato di comprarsi la neutralità fornendo servizi patrimoniali personalizzati; e per un po’ ha funzionato. Ma il mondo cambia; la tecnologia e i servizi digitali si sviluppano; altri stati si sono affacciati sul mercato dei servizi patrimoniali personalizzati. In quale misura la Svizzera può continuare a competere? Esistono indizi secondo cui i capitali che necessitano di trattamenti personalizzati si stiano spostando dalla Svizzera ad altri lidi?
Ultimamente la Svizzera ha compiuto scelte non proprio neutralissime, come l’intenzione d’integrarsi nel sistema europeo di difesa aerea e l’acquisto di armi statunitensi; si sa mai come vadano a finire queste cose, magari se ne farà nulla d’importante, ma una volta manifestate delle intenzioni è difficile tornare indietro.
È perché gli svizzeri si rendono conto che, nei prossimi decenni: la loro capacità d’acquistare neutralità s’esaurirà?