Recensione autocensurata

Posted on Apr 21, 2026

Sto guidando un’automobile nuova, economica, con il giusto rapporto prezzo/qualità (cosí dicono molti), benzina e gas di petrolio liquefatto (gpl). È un modello in circolazione da anni; quest’ultima versione è da poco sul mercato: quando l’ho ordinata neanche il concessionario ne aveva già una in esposizione al salone.

Premetto che, per me, avere un’automobile è straordinario in sé; averne una nuova è incredibile; ho guidato poche automobili, perciò non sono un recensore esperto; non sono neanche un appassionato di motori. La mia normalità è impiegare del bel tempo a sistemare tutti gli automatismi correttamente; con questo mezzo non ho ancora finito.

Estetica

Dopo qualche settimana d’uso: mi sono abituato alla forma (due volumi, con un taglio un po’ piú aggressivo dei modelli precedenti) e al colore base (bianco, che per tanti anni ho pensato fosse tra i colori piú brutti disponibili per un’autovettura). Al momento l’estetica m’aggrada.

Avrei preferito nero opaco, anche perché credo sia un colore che mi stuferebbe mai; forse anche il bianco ha questo tipo di neutralità.

Motore

Il costruttore e il concessionario segnalano l’assenza di rodaggio necessario; io, però, per i primi 1000 kilometri sono stato, perlopiú, morigerato.

Il tre cilindri produce davvero un rumore da frullatore come dicono alcuni. L’impressione della mia inesperienza è una differenza tra l’alimentazione a benzina e quella a gpl: a benzina l’erogazione di potenza è piú lineare. In particolare: accelerando da fermo o da bassa velocità, con il gpl si passa rapidamente da “spinge poco” a “spinge troppo”. Forse sono io che mi devo abituare.

Comunque, il motore fa quello che deve, considerando la categoria del mezzo, se si resta tra 1500 e 2500 giri al minuto; se si parte da fermo con meno di 2000 giri: si rischia di farlo spegnere, cosa che mi capita perché ho ancora l’automatismo di partire con 1500 giri, che usavo prima con un motore diverso; per fortuna, in questi casi, il sistema s’accorge dell’errore e riaccende il motore automaticamente, anche quando lo ‘start/stop’ automatico è disabilitato (se faccio un errore: l’auto si spegne, ma la chiave è inserita in posizione di marcia).

In generale: io guido con fiacchezza in città, non mi viene naturale alzare il numero di giri e con quest’auto dovrò cambiare abitudini, alzando il numero di qualche centinaio di giri. Mi piace lasciar scorrere in certe curve che conosco bene, mi sembra d’avere un buon controllo.

Salendo le pendici delle colline piacentine, per esempio nell’intorno di Case Orsi, ci s’accorge di quant’occorra tenere il motore al corretto numero di giri.

Cambio

Manuale a sei marce, con retromarcia inseribile premendo la sicura a siringa (come deve essere); ha una leva che richiede spostamenti precisi: la si deve condurre intorno ad angoli retti non arrotondati.

Di fatto la sesta serve solo per la marcia a velocità costante, o per accelerazioni modeste, quando si resta oltre gli 80 kilometri orari; il numero di giri s’abbassa significativamente, spero con conseguente riduzione dei consumi; va bene cosí.

Volante

Mi dà una buona sensazione quando impugnato; essendo non proprio un cerchio: la sensazione non è buona quando lo faccio ruotare con il palmo della mano sinistra, l’irregolarità del contatto genera incertezza del movimento.

Ci sono molti comandi sul volante e sulle leve intorno allo stesso; forse troppi. Alla lunga ci si abitua, però, però, però… di sicuro aiuta il fatto che alcuni azionamenti siano automatici (accensione dei tergicristalli in proporzione alla pulizia del parabrezza, accensione dei fanali in proporzione alla luminosità dell’ambiente circostante).

Comodità

Gl’interni, per quanto non molto ariosi, sono risultati piú spaziosi di quanto pensassi, incluso il bagagliaio; anche una persona alta tra 1,80 e 1,90 si trova comoda, almeno sui sedili anteriori; questi ultimi sono accettabili, ma li dovrò riconsiderare fra qualche mese.

Le sospensioni sono piuttosto rigide: si sente ogni asperità del terreno.

Le strutture tra i finestrini sono piuttosto larghe, specialmente tra i finestrini laterali posteriori e il lunotto posteriore; ciò crea angoli ciechi di visuale, occasionalmente pericolosi; per fortuna gli specchietti laterali offrono una buona panoramica.

L’aria condizionata in raffrescamento sembra avere poca potenza; da rivalutare quando le temperature saranno alte, con piú persone a bordo.

Rimuovendo la cappelliera e abbattendo i sedili posteriori: si crea un vano abbastanza spazioso da inserire, con cautela, una sedia a rotelle pieghevole di quelle per il trasporto di persone, a spinta d’accompagnatore, per brevi tratti.

Automazione

Ogni tanto uso il cruise control; l’interfaccia è articolata in quattro pulsanti:

  1. accensione, spegnimento;
  2. sospensione senza perdita della velocità impostata;
  3. incremento della velocità impostata, riaccensione dopo la sospensione;
  4. decremento della velocità impostata;

non so se sia un’interfaccia comune; c’è un po’ d’automatismo da costruire, forse troppo. All’inizio l’ho provato solo per giocare e con scetticismo, poi mi sono accorto che m’aiuta davvero a rispettare i limiti di velocità con precisione e rilassamento; però devo ammettere che mi distrae, quindi non ho ancora un’opinione definitiva. E poi, quando il pilota semiautomatico è attivo: dove s’appoggia la scarpa destra? Qualsiasi posizione di riposo è piú lontana dalla superficie d’azione del freno della superficie d’azione dell’acceleratore.

Il rilevamento automatico dei limiti di velocità, con interpretazione della segnaletica tramite videocamere, è problematico: succede che non rilevi un segnale, per motivi anche comprensibili in mezzo al traffico, e che rilevi segnali non associati alla corsia corrente (come in un certo viale con corsie principali a 50 e, oltre la siepe spartitraffico, un controviale a 30).

Mantenimento automatico della corsia: per ora no; sentire l’auto che sterza da sola mi attiva una reazione d’allarme pericolosa.

Rilevamento della stanchezza del conducente: per quanto mi faccia tenerezza leggere sul cruscotto l’invito a fare un pausa, mi vede stanco troppo spesso; perciò: no.

Tablet

L’illuminazione dello schermo non mi dà fastidio; lo schema colori di default è tendenzialmente scuro.

Sto sperimentando l’azionamento dei comandi con il pollice, dopo aver afferrato il tablet nella parte superiore con le altre quattro dita; rende l’azione stabile; con la mia mano grande arrivo dappertutto.

Multimedia

Premesso come non ci si possa aspettare la stessa qualità dello stare alla scrivania, con la finestra chiusa, indossando cuffie da audiofilo entry–level con padiglione aperto: l’uso dell’impianto audio soffre po’ la rumorosità del veicolo, si sentono soprattutto le irregolarità della strada; in generale: i Motörhead si sentono abbastanza bene; i Boom Boom Satellites meno; Elisa, Best of ancora meno.

La riproduzione di file in formato .mp3 da pendrive usb funziona, utilizzando un adattatore da porta grande a porta piccola; succede che spegnendo l’auto e riaccendendola dopo un periodo di tempo: la presenza del pendrive nella porta non venga rilevata, perciò occorre estrarlo e reinserirlo. Per quel che ho visto: non è possibile navigare il file system nella sua struttura originaria ad albero, tutte le cartelle contenenti file riconosciuti come audio sono mostrate, fastidiosamente, sullo stesso livello.

L’equalizzazione ha il booster per i bassi, che distorce male il metal; si sente positivamente la differenza ascoltando RTL 102,5 Disco. Purtroppo non c’è un’icona sulla schermata principale che permetta d’abilitarlo e disabilitarlo senza entrare in una gerarchia di schermate sul tablet; perciò se uno dimentica d’abilitarlo dalla schermata di scelta della sorgente audio: potrebbe rinunciare all’attivazione per non dover rifare il ‘tap’, ‘tap’, ‘tap’ durante la guida.

A volumi d’ascolto accettabili: la sezione ritmica della musica fa vibrare la plastica della portiera, il che fornisce una sensazione di coinvolgimento.

Serratura portiera guidatore

Siccome sono scemo: ho dovuto farmi spiegare come funziona l’apertura porta con la chiave fisica, in contrapposizione al radiocomando. Io sono abituato cosí:

a quanto pare questa è un’interfaccia démodé; aujourd’hui si fa cosí:

Concessionario

Tempo di consegna: praticamente tre mesi. Pagata tutto subito, prima dell’immatricolazione.

Ho scelto il mezzo consultando nessuno, solo informandomi su Internet; ho scelto la configurazione sul sito del costruttore; il concessionario ha solo fornito l’esecuzione burocratica dell’operazione d’acquisto.

Si vedrà in futuro quando dovrò eseguire i tagliandi e le manutenzioni.

Applicazione per smartphone

Connette l’auto al proprio smartphone; offre servizi; c’è ancora del lavoro da fare.

Premetto che: la connessione Bluetooth funziona; la connessione Android Auto funziona; far lampeggiare i fanali da remoto funziona (con occasionale errore nello stabilire la connessione); far suonare il clacson da remoto funziona (con occasionale errore nello stabilire la connessione).

Però ogni volta che l’avvio: l’applicazione segnala un errore, non meglio specificato, ed è impossibile scaricare nello smartphone i dati come il totale dei kilometri percorsi.

Dolenti note

Dopo 1500 kilometri percorsi e a cavallo del terzo pieno di gpl, il sistema diagnostico segnala un’anomalia con conseguente necessità di far controllare l’impianto gpl in officina: sostituzione sensore pressione e aggiornamento software, coperti dalla garanzia. Risolto velocemente dal concessionario, una volta compreso il problema.

Questo è stato un vero e proprio intervento di manutenzione, ma, per ora, non compare nel registro storico delle manutenzioni effettuate visualizzabile nell’applicazione per smartphone.