Posted on Jul 21, 2026
Parte tre, della parte due, della parte uno.
Ho scritto un paio di post per illustrare dove s’arrivi, con rapidità di pensiero, accettando il principio: se metti a rischio la mia vita, ti posso uccidere. Tale principio è la sostanza del “dibattito” d’attualità in corso in Italia.
Incredibilmente, al Senato della Repubblica Italiana, è stato depositato un disegno di legge che funziona esattamente come ho ipotizzato ieri per descrivere l’indifendibilità di certi ragionamenti: definisce una fattispecie di reato che prevede un perpetratore e un offeso, permettendo all’offeso di reagire in qualsiasi modo, purché sia nell’immediatezza, qualsiasi cosa ciò significhi:
‘qualsiasi reazione posta in essere nell'immediatezza del fatto da chi subisce l’aggressione è non punibile, indipendentemente dalla proporzionalità dei mezzi usati, dalla persistenza del pericolo e dalla natura strettamente difensiva della condotta’
cioè si permettono: l’omicidio; la tortura; lo stupro; il lanciafiamme; il sacrificio umano durante rito satanico; il sacrificio umano al dio Cristo degli evangelici, che non perdona come quello dei cattolici; possessione da parte di Zuul; eccetera. Ognuno reagisce istintivamente al pericolo a modo suo.
Tralascio le punizioni a sfondo sessuale che mi sono venute in mente perché io sono brutto, cattivo e profondamente perverso. Però se un esercente tenesse in negozio una vergine di ferro: la potrebbe usare, istintivamente, contro degli aggressori? Purché lo faccia con immediatezza? In fondo la vergine è pronta subito: basta aprire la porta e poi chiuderla. E poi aprire e chiudere, aprire e chiudere, aprire e chiudere, aprire e chiudere…