Capitalismo personale

Posted on Aug 1, 2026

Discendendo da una famiglia di campagna: ho dovuto rompere alcune barriere di pensiero per adeguarmi al mercato e cercare di trasformarmi, almeno un po’, nello homo oeconomicous che sa fare il proprio interesse razionalmente; mi costa fatica, perché ne deriva una chiara spinta a scavalcare la civile convivenza e la solidarietà tribale.

In realtà alcuni parenti, nonostante l’estrazione culturale agreste, avevano un piglio per la negoziazione che: io non ho ereditato naturalmente; io non ho saputo comprendere da giovane; di cui io ho sottostimato l’importanza fino a quando ho assunto certe responsabilità verso me stesso e verso altri.

Comunque, riguardo le questioni piú spicciole, ci sono prodotti che vengono consumati regolarmente, a un ritmo più o meno prevedibile, di cui io devo gestire l’approvvigionamento e le scorte. Nella nostra epoca è opportuno saper cambiare fornitore; con buone maniere, ma con freddezza e senza guardarsi indietro; a meno che diventi conveniente farlo.

Ho già discusso la mia opinione sulle banche e la mia predilezione per i servizi finanziari telematici; ho già osservato il mio frequentare settimanalmente una molteplicità di supermercati.


Sono stufo, oltre il limite, della maleducazione del personale nei negozi; per questo motivo, negli ultimi anni, sono passato da una farmacia a un’altra, a un’altra, a un’altra, a un’altra, a un’altra (síssí, sei farmacie diverse!); è bello poter scegliere!

Ho constatato che la maggior parte del personale, nei negozi di farmacia, è composta da normali commessi, anche se laureati in farmacia: a volte ignoranti, a volte senza professionalità; il che include la mancanza di rispetto verso il cliente, l’incapacità di comunicazione tecnica e un certo atteggiamento piú adatto a una rivendita di gelati da spiaggia che a un posto in cui si va perché qualcuno sta male.

Mai, finora, il passare da un negozio all’altro m’ha fatto pensare “Che peccato non poter più chieder consiglio medico a quella persona!”, perché posso anche farne a meno dei suoi consigli!


Ultimamente sto esplorando l’estensione dei miei fornitori a negozi telematici, extra–Amazon; sia per i prodotti farmaceutici che per altri; purtroppo i farmaci con prescrizione non possono essere venduti dai negozi telematici. Ne è nato un conflitto tra l’esigenza di gestire scorte ragionevoli e il seguire certi prezzi fluttuanti sul mercato; c’è incertezza!

Acquisto un certo prodotto dall’azienda produttrice, il cui stabilimento non è lontano, su scala geografica; il prezzo è significativamente inferiore, come ci si può aspettare, rispetto a quello dell’unico negozio cittadino in cui lo trovo. D’un altro prodotto, invece, l’acquisto diretto dal fabbricante, anch’esso vicino, risulterebbe piú costoso rispetto ai negozi in città; è una strategia di prezzo che non comprendo; non credo che i negozi vendano questi prodotti sottocosto, anche se è possibile che abbiano “prodotti civetta” usati per attrarre clientela e rifilargli altra roba; i produttori avranno i loro motivi, però… Sono ancora sul mercato per cercare altri fornitori, chissà…

Per questo tipo di prodotti preferisco il ritiro negli armadi alla consegna a domicilio: mi disturba profondamente dovermi sincronizzare con il corriere; con gli armadi devo parlare con nessuno, che è meglio! Mi sono servito di due reti d’armadi con risultati soddisfacenti, a parte trascurabili problemi con le notifiche software sull’avanzamento della consegna: la notifica piú importante ‘il pacco è pronto al ritiro’ è sempre stata corretta e puntuale, l’operazione di ritiro senza problemi.


Nella mia zona hanno stabilimenti diverse aziende del settore alimentare, in particolare agricolo; alcune hanno lo spaccio per la vendita diretta; mai provato finora. Da un lato m’attraggono, dall’altro la gestione di scorte per i beni deperibili è complicata e lo spaccio mi costringerebbe a parlare con persone in modo piú coinvolgente del supermercato; di sicuro non hanno le casse fai–da–te. Per ora lascio in sospeso.


Un mercato in cui vorrei vedere concorrenza aggressiva è quello del gpl per automobili; il prezzo del distributore dove vado di solito è 720 millesimi di eur, poco variabile; devo ammettere che alcuni distributori non m’ispirano fiducia; uno l’ho scartato perché il personale è scortese (il gpl non è fai–da–te); c’è un distributore vicino all’Acciaieria Arvedi a Cremona che, in questo periodo, rivende gpl a 699 millesimi: è un buon prezzo, ma non è proprio dietro casa; ma anche quello dove vado di solito non è vicinissimo; potrei fare la transizione.

Ho provato l’applicazione Osservaprezzi Carburante: massí, mostra alcuni prezzi; mi ha fatto scoprire nulla di nuovo; non mi sembra ci sia la funzione ‘cerca il prezzo piú basso’.


Si dice, e sono d’accordo, che in Italia ci sia poca attenzione verso il cliente; customer care non è davvero un’idea italiana. Quando però hai già comprato: alcune aziende ci tengono a spremerti risorse ancora un po’: mi contattano cercando di convincermi a dargli cinque stelle su questo o quel sito; un’azienda m’ha telefonato due volte per pagarmi in buoni Amazon una recensione da cinque stelle.

Io però non lavoro per loro, perciò non lo faccio. Ho smesso anche di scrivere recensioni su Amazon, perché alcune spariscono dopo un po’ come se venissero cancellate per qualche motivo a me sconosciuto, altre non vengono accettate fin dall’inizio perché contengono analisi comparative sui prezzi di mercato (me l’avete chiesto voi di fare la recensione! STRONZI!).


Infine, una delle mie operazioni preferite: pagare con la carta. Da un po’ pago sempre con lo smartphone; ho deciso che dal punto di vista della sicurezza informatica: non peggiora le cose rispetto a usare tale dispositivo per accedere ai conti bancari, cosa che faccio abitualmente.

I miei accorgimenti di sicurezza sono: usare carte prepagate, quando possibile; configurare le carte registrate con limiti di pagamento relativamente bassi.

Tra i vantaggi: non devo toccare il pos, non devo ricordarmi il pin, il personale della cassa non legge il mio nome sulla carta e quindi non può cercarmi su Internet.