Posted on Dec 27, 2025
Quando l’essere precisi deriva in pedanteria? E quando invece è onestà? Il limite non può ch’essere sfumato, flessibile e soggettivo.
Senza pedanteria, s’accetti la definizione: democrazia è un processo decisionale in cui i membri d’una collettività partecipano, direttamente o indirettamente, alla politica della collettività stessa.
S’accetti anche la definizione: proletariato è il sottoinsieme dei membri d’una collettività con capacità di spesa inferiore alla mediana statistica, cioè quelli che possono spendere meno degl’altri, anche per ciò di cui necessitano (per una definizione precisa: si dovrebbero usare i quantili, ma s’eviti la pedanteria).
Negl’ultimi vent’anni: è diventato sempre piú frequente l’uso del termine “democratizzazione”, con un significato che mi disturba. Quando, in una scala dei tempi confrontabile con le generazioni umane: l’accesso a servizi che migliorano la qualità della vita diventi economicamente piú facile per il proletariato d’una collettività, il termine corretto per indicare la situazione è “proletarizzazione”. M’accorgo di come faccia meno figo di “democratizzazione”.
Esempio: nella Repubblica Italiana l’assistenza sanitaria è proletarizzata, perché vi possono accedere tutti i cittadini (bene o male è ancora cosí); nella Federazione degli Stati Uniti d’America l’assistenza sanitaria non è proletarizzata, perché vi possono accedere solo i possidenti. Entrambe sono democrazie rappresentative.
Esempio: nell’economie europee piú sviluppate, l’accesso a servizi finanziari come la compravendita d’azioni societarie è stato proletarizzato dall’anno gregoriano 2000 in avanti, attraverso la diminuzione dei costi associati e la crescente disponibilità di strumenti come gli Exchange Traded Funds. Questa situazione ha nulla a che spartire con la democrazia. (Forse ha a che vedere con la necessità dei piú abbienti d’avere qualcuno a cui vendere le azioni acquistate in precedenza, in modo d’avere piú capitale da impegnare in rendite feudali a basso rischio.)
OSSERVAZIONE Questo scritto discrimina il proletariato? Nell’ipotesi che i suoi membri abbiano scolarizzazione piú bassa della mediana: un testo, come questo, ch’è un po’ piú difficile da leggere dei cartelloni pubblicitari, li discrimina?