Posted on Dec 21, 2025
Ormai sono al punto in cui ho scelto chi seguire (Fabbri, Paine, Parsi, Tocci, qualche altro con frequenza minore) e chi no; certe persone, coinvolte nel dibattito pubblico, non le voglio piú sentire per una questione d’igiene.
È possibile che alcune delle persone che seguo non si vogliano particolarmente bene, tra di loro; non è un mio problema. Chi propone, con sufficiente ripetibilità, idee interessanti: può avere la mia attenzione. In definitiva: è tutta narrazione.
Gli umani non possono far altro che descrivere società, politica ed economia con modelli di rappresentazione del passato, presente e possibili futuri; tali modelli sono inevitabilmente approssimati e dalla credibilità incerta. Anche quando esistono documenti storici: gli umani non possono far altro che interpretarne e contestualizzarne il significato.
Io potrei scrivere il seguente modello di ciò che sta accadendo.
eccetera. Se in uno stato abitano molti poveri, è possibile farli lavorare come muli, pagandoli poco, e sviluppare l’economia; è brutto, ma sarebbe meglio restare poveri e basta?
E la Russia? Dove sono:
eccetera; man mano che il tempo passa, anche i russi potrebbero iniziare a chiedersi: ma noi cos’abbiamo fatto finora? E chi ci ha governato, in questi decenni in cui non sappiamo cos’abbiamo fatto?
Cina e India comprano petrolio dalla Russia, pagando dei bei soldi; è credibile che in futuro Cina e India non pretendano l’apertura dei mercati Russi ai propri prodotti a basso costo, in modo che i bei soldi ritornino nella propria economia? Come reagirebbe l’economia russa a queste importazioni? Oggi l’Europa vive una crisi industriale dovuta all’incapacità di competere con l’industria cinese; ciò avviene, prima di tutto, perché esiste un’industria europea. È credibile che mai in futuro questa crisi arrivi anche nella debole industria russa?
Si sospenda l’incredulità per un minuto e si creda ai dati del Fondo Monetario Internazionale: il prodotto interno lordo russo è circa il quarto al mondo, ma secondo la tabella GDP per capita, current prices il valore russo è inferiore a quello polacco; però la Polonia non esporta materie prime, il valore polacco dipende dall’imprenditorialità europea e dal debito pubblico europeo. Ognuno può informarsi sul significato e l’interpretazione credibile di questo e altri indici; in particolare, in quella pagina l’etichetta dell’anno gregoriano sotto la mappa del mondo è un cursore che può essere spostato a destra e sinistra per selezionare l’anno di cui si vogliono visualizzare i dati.
Si riattivi l’incredulità: in Russia vi sono piú di 140000000 di persone; quanto, la maggior parte di queste, è effettivamente informato sulla realtà economica del proprio popolo? I russi lo sanno come vivono i russi?
Per essere una potenza mondiale al pari di usa, Cina e forse della futura India: occorre un’economia forte e diversificata (anche se non porta, necessariamente, a migliori condizioni di vita delle persone). I russi non l’hanno perché non sono capaci.
Lo scopo della guerra russa è prendersi con la forza una fetta della ricchezza che l’Europa crea grazie alle proprie libertà, spirito imprenditoriale e rispetto di leggi uguali per tutti.
Qual è la credibilità di questa narrazione?
In altre parole: non è possibile determinare la ripetibilità dei fenomeni sociali, politici ed economici a partire da condizioni iniziali note (qualunque cosa “noto” significhi); cioè non è possibile far cadere l’Unione Sovietica in 10000 universi paralleli e rilevare cosa succede in ciascuno.
Sforzarsi di costruire narrazioni credibili è meglio dell’alternativa: svegliarsi al mattino e fare la prima cosa che ci viene in mente. Per la mia indole personale e l’esperienza della vita che ho vissuto finora: m’interessano narrazioni che mi permettano d’immaginare i futuri peggiori, perché vorrei fare il possibile per prepararmi.
Chiudo con ques’osservazione, per avere un po’ piú di contesto sull’Ucraina: si cerchi Holodomor.